lunedì 5 gennaio 2026

Il mito ce lo ha sempre detto

E' tanto che non scrivo nel blog, ma solo perche avevo bisogno di trovare contenuti interessanti che coinvolgessero il mondo delle persone LGBTQ+.

Una cosa molto interessante che ho notato è una conoscenza antica, tramandata dalla cultura induista, che già diceva da tempo che il corpo (quindi la materia), non è l'identità dell'essere, bensì il suo strumento per manifestarsi qui.

Per l'occasione cito qui sotto una frase di uno scienziato che seguo e ammiro da molto tempo, il professor Corrado Malanga, il quale si è occupato molto di mito per altre ragioni che non starò a spiegarvi in questa sede.


Quindi un mito antichissimo qui ci sta dicendo che l'essere viene prima della forma. Pertanto il corpo non puo determinare chi sei. D'altronde se guidi una ferrari, tu non sei una ferrari. Ecco che questo concetto, anche indipendentemente dalla mia transessualità, l'ho sempre sentito vero.

Per quanto riguarda noi, è un'ulteriore conferma. Quindi quando noi transgender affermiamo che il nostro essere è diverso da come il corpo biologico ci mostra, non stiamo inventando una follia ultramoderna, ha invece radici molto antiche. Certo, nessuna qui dice che il corpo non è reale, semplicemente non è la mia essenza. Per quanto riguarda me, lo posso dire in questi termini "Sono una donna che usa un corpo maschile con spiccate caratteristiche estetiche femminili".

Vi lascio con una bella raffigurazione della dea Kali, un abbraccio a tutti e tutte.




mercoledì 17 settembre 2025

La verità è come il vetro

Il vetro è fragile ma trasparente e quando si rompe si divide in tanti pezzi. Se si cerca la verità delle cose quindi, bisogna cercare tutti i pezzi e rimetterli insieme.

Ecco perchè il mio modo di fare che avrete letto nel blog non è mai orientato a cercare la soluzione solo da una parte. Tutti e tutte le parti hanno un pezzo di verità. Bisogna raccoglierli e rimetterli insieme per capire ciò che ci farà stare bene a tutti.

Quindi quando vedo inutili accesi scontri verbali tra destre e sinistre, tra lgbt e pro-vita, mi metto a ridere. Non capiscono che entrambe hanno un pezzo di verità e dovrebbero solo rimettere insieme i cocci per riottenere l'interezza perduta.

martedì 16 settembre 2025

L'acqua ha bisogno di un bicchiere

Avete presente com'è fatto un liquido come l'acqua? Per essere stabile e avere un senso fisico deve stare all'interno di un bicchiere o un contenitore. Perchè dico questo? Immaginate la fluidità di genere di cui tanto si parla, la mia visione è diversa da quella di cui parlano i movimenti LGBT convenzionali, per me neutro non definisce la diversità e complessità umana di genere, la appiattisce.

Il bicchiere per me è il maschile / femminile i quali danno senso alla mia identità fluida all'interno di essi. Per farvi un esempio su di me, io mentalmente mi sento tendenzialmente femminile, con un corpo che ha (fortunatamente) molte caratteristiche naturali estetiche femminili ma che è biologicamente maschile. Ecco la mia identità di genere è definita grazie a questi due principi di base che non possono essere eliminati. Altrimenti sarebbe come cercare di misurare una quantità di acqua senza un'unita di misura come il litro.

In questo mondo i punti di riferimento base non possono essere eliminati, poi con questi possiamo fare tante cose. Noi transgender siamo, secondo il mio punto di vista, una sfumatura fluida all'interno di questi riferimenti irrinunciabili.

Diffido di questo uso del neutro, il quale vuole solo appiattirci, ricordate sempre che un albero per essere prospero ha comunque bisogno delle radici, poi le foglie in alto potranno essere rigogliose.

D'altronde anche gli antichi romani ci insegnavano che ogni cosa va misurata tenendo conto di pesi e contro-pesi, nulla va fatto estremizzato.

lunedì 15 settembre 2025

Abbiamo un'opportunità

Noi persone transgender abbiamo intrinsecamente una grande opportunità se sapessimo coglierla. Come già sapete viviamo una situazione nella vita che ci porta a dover sempre migliorare noi stesse con l'obiettivo di allineare il nostro aspetto con l'identità di genere che sentiamo. Ebbene questo è un esempio di come la competizione dovrebbe essere trasformata nel mondo.

Noi potremmo essere portatrici di un modello veramente interessante per l'umanità, dove si smette di competere contro gli altri sgomitando per essere i più forti e piuttosto si comincia a competere con i propri limiti, le proprie paure collaborando invece con gli altri.

Purtroppo quello che vedo invece ora è che questa cosa non venga colta e si tende generalmente a competere, con un atteggiamento narcisistico per essere le migliori delle altre. Eppure la vita ci costringe giornalmente a ritoccare il nostro aspetto per migliorarci, questo dovrebbe farci riflettere molto. D'altronde il denaro nel mondo, che è uno strumento di separazione, esiste proprio perchè l'umanità ancora non ha capito che per cambiare veramente le cose bisogna cominciare a spostare la competizione verso l'interno e la collaborazione verso l'esterno. 

Chissà magari un giorno questo mio messaggio sarà recepito ...

venerdì 12 settembre 2025

Uccidere per un pensiero ...

Il recente omicidio di Charlie Kirk mi ha preoccupata molto perchè non solo rappresenta il caos in cui vive il mondo occidentale ma anche perchè è una furia totale contro la libertà di pensiero.

Per quanto riguarda noi persone LGBT, dovremmo opporci in ogni modo contro questa barbara azione. Per quanto non si possa essere d'accordo con l'opinione altrui, uccidere non deve essere mai accettato. Che razza di civiltà è questa? Che razza di democrazia?

Noi non dobbiamo essere coinvolti da queste tendenze dittatoriali, rendetevi conto che razza di conseguenze può avere cio che è accaduto. Solo odio e ulteriore violenza, la stessa che noi quotidianamente combattiamo. La pace va portata avanti non solo a parole, ma anche coi fatti. Parlare di pace e diritti e poi sparare uccidendo col fucile è davvero schizofrenico ...

martedì 2 settembre 2025

Se addirittura chatGPT l'ha capito ...

Guardate cosa mi ha risposto chatGPT alla seguente domanda

"Le persone transgender sono difese da un sistema che alimenta di fatto odio invece che promuovere integrazione, come evitare questo?"


Hai posto una domanda molto importante e complessa, che tocca dinamiche culturali, sociali e politiche profonde. Quando dici che le persone transgender sono difese da un sistema che alimenta di fatto odio invece che promuovere integrazione, stai mettendo in luce una contraddizione reale: in alcuni contesti, le azioni o i discorsi che si dichiarano “inclusivi” finiscono per creare nuove polarizzazioni o rigetti sociali, anziché facilitare una vera accettazione e coesistenza.

Come si può evitare questo?

Ecco alcune direzioni concrete per affrontare il problema:


1. Separare la tutela delle persone dalla strumentalizzazione politica

Spesso la causa trans (come altre minoranze) viene usata come strumento ideologico da opposti schieramenti. Questo porta:

  • A polarizzazione del dibattito.

  • A una percezione distorta, in cui chi è contro certe modalità viene bollato come “odiatore” anche se pone critiche legittime.

  • A una reazione sociale di rigetto che colpisce proprio le persone trans, che diventano bersaglio di ostilità non per ciò che sono, ma per come vengono rappresentate.

Soluzione: Spostare il focus dalle ideologie alle esperienze reali delle persone trans, raccontate con umanità, complessità e senza riduzionismi.


2. Educazione inclusiva ma non ideologica

Alcuni programmi educativi sull’identità di genere sono accusati di proporre un linguaggio e concetti difficili da comprendere o imposti senza mediazione. Questo può creare diffidenza.

Soluzione: Promuovere una formazione empatica, basata sull’ascolto e sull’incontro con la diversità, ma rispettosa delle tappe culturali e psicologiche di chi ascolta. La chiarezza vince sull’imposizione.


3. Rendere protagoniste le persone trans, non portavoce ideologici

In molti casi, le narrazioni pubbliche sulle persone trans sono veicolate da attivisti o intellettuali che parlano al posto loro, con un linguaggio che non rappresenta tutta la comunità trans, e che può alienare il pubblico.

Soluzione: Dare spazio a voci autentiche, diversificate, evitando che un’unica narrazione diventi la “verità ufficiale”.


4. Favorire la convivenza, non lo scontro

In alcune battaglie si assume un tono bellico (“noi contro loro”), anche nei confronti di chi magari è solo disorientato o non informato. Questo atteggiamento, anche se nasce da frustrazione comprensibile, può produrre ostilità invece che alleati.

Soluzione: Incentivare un approccio di dialogo e riconciliazione, dove si possa sbagliare, imparare, chiedere senza timore di essere attaccati.


5. Distinguere tra critica e odio

Non tutta la critica è odio. Confondere le due cose è pericoloso perché:

  • Censura il dibattito.

  • Rende più difficile riconoscere il vero odio, che esiste e va contrastato.

Soluzione: Avere soglie chiare e pubbliche per distinguere opinioni critiche da discorsi d’odio, e costruire una cultura del confronto.


In sintesi

Per evitare che un sistema che “difende” finisca col generare odio, serve meno ideologia, più umanità. Le persone transgender devono poter vivere e raccontare la propria esperienza senza essere schiacciate né dal vittimismo imposto, né dal disprezzo sociale.


Direi che piu chiaro di cosi si muore, peccato che nessun personaggio pubblico umano abbia compreso questa cosa e questo è davvero molto triste per il genere umano ...

sabato 23 agosto 2025

Parità per evolvere e non per distruggersi

Una cosa divertente ma anche a mio parere interessante da dirvi riguardo la parità di genere (che poi è parità di diritti, non è che se i generi sono diversi i diritti dovrebbero esserlo altrettanto), riguarda un aspetto di questa. Proprio non riesco a capire perchè tante donne e anche trans, ci tengono cosi tanto ad andare a combattere in guerra come gli uomini ... se proprio parliamo di parità di genere, perchè allora non facciamo in modo che gli uomini non vadano in guerra come le donne? E' parità anche questa no?

Già so che qualcuno avrebbe da obiettare che "Eh ma se ci attaccano noi dobbiamo difenderci!".
Ve la spiego cosi.

Lo sapete perchè tutti voi riuscite a camminare ogni giorno? Perchè il terreno che calpestate reagisce con una forza quasi uguale e contraria all'azione del vostro piede. Avrete capito quindi che camminare sul ghiaccio rende la cosa alquanto difficile perchè non c'è questa opposizione.

Allora applichiamo questo per la guerra. Uno che vi attacca se non trova opposizione finisce per colpire a vuoto, a chi dovrebbe sparare? A un esercito fantasma che non risponde ai colpi? Proprio come quello che tenta di camminare sul ghiaccio, scivola e non puo fare nulla. Ecco cosa dovrebbero dare come esempio donne e trans, non un'opposizione mascolina, non omologarsi al maschile, ma insegnare a questo che si può fare la pace costringendo chi ti attacca a scivolare sui suoi stessi colpi!

D'altronde se dobbiamo scegliere di fare parità dovendo scegliere tra guerra e pace, dovremmo tutti essere d'accordo che sarebbe meglio scegliere la pace!

Il mito ce lo ha sempre detto

E' tanto che non scrivo nel blog, ma solo perche avevo bisogno di trovare contenuti interessanti che coinvolgessero il mondo delle perso...